Tra contingenza e vincoli: le predizioni evoluzionistiche

Rispolveriamo una vecchia questione epistemologica: la biologia evoluzionistica è capace di “fare predizioni”? Fare predizioni è un requisito di scientificità. Si tratta dell’altra faccia della falsificabilità, essendo una predizione un tentativo di falsificazione: il modello viene messo in gioco attraverso controlli ripetuti delle implicazioni inferibili. Una predizione fallita è una falsificazione di cui tener conto. Una predizione di successo suggerisce invece che il modello esplicativo è in grado di agganciarsi alla realtà, anche se non implica deduttivamente la conferma definitiva della teoria, bensì una sua progressiva corroborazione.

La questione se i modelli elaborati dai biologi evoluzionistici siano predittivi assume dunque un valore da un lato epistemologico, perché serve a stabilire la scientificità di tale lavoro, e dall’altro euristico, perché permette di individuare percorsi più fruttiferi di altri verso i quali avventurarsi.  Il problema è che le predizioni deterministiche sono relativamente semplici all’interno di sistemi con pochi componenti e soggetti a poche leggi che ne governano l’interazione. Questa capacità di elaborare modelli del futuro in modo determinato è preclusa alla biologia evoluzionistica perché la molteplicità di processi ed elementi interagenti è troppo alta per poter essere calcolata e giungere a un risultato preciso.

Dovrebbe con ciò essere compromesso lo statuto di scientificità della disciplina?

Continua a leggere qui.

The uneasy truth about human-animal hybrids

In Greek mythology, the Chimera is a monstrous fire-breathing creature, typically described as having the head of a lion, with a snake as a tail and the head of a goat emerging from its back.

Just as it terrorised the minds of the Greeks, this vision is also the cause of much consternation regarding the successful creation of the first human-pig hybrid embryos at the Salk Institute in California. In fact, such human-animal hybrids are often referred to as “chimeras”.

While this scientific advance offers the prospect of growing human organs inside animals for use in transplants, it can also leave some people with a queasy feeling. It was precisely this queasiness that led to the moratorium on funding for this programme of research.

People, it seems, just can’t stomach the idea of growing human kidneys in pigs.

Given the potential advances that this research offers, our objections should probably be based on more than a mild case of nausea. Yet there are a few enduring aspects to the way we perceive human-animal hybrids that makes it difficult to think about them clearly.

Continue reading here.

La famiglia innaturale (e gli equivoci del relativismo)

Hic Rhodus

In questo post intendo precisare concetti importanti che ho trattato molte volte in maniera troppo essenziale (tutto sommato questo è solo un blog!). Prima di tutto parlerò di famiglia “naturale”, un concetto sciocco e sbagliato di cui si riempie la bocca la destra ottusa e la religione dogmatica. E probabilmente moltissimi altri semplicemente poco informati e radicati in pre-concetti senza basi scientifiche assunti come a priori per tradizione, comodità, artificio retorico e via discorrendo. Dovrò poi precisare qualcosa sul relativismo culturale, per ragioni che diverranno chiare leggendo. Il mio punto di vista è piuttosto noto ai lettori di HR per averlo esposto non poche volte:

Sulla famiglia rimando a La morte della famiglia, dove confrontavo la morale familiare della dottrina cattolica con la realtà sociologica che mostra famiglie problematiche, separate o addirittura violente (ora invece assumeremo una prospettiva antropologica che là mancava).

Del relativismo, oltre a utilizzarne il concetto…

View original post 1.548 altre parole

What Is a Law in Science?

In general, a scientific law is the description of an observed phenomenon. It doesn’t explain why the phenomenon exists or what causes it. The explanation of the phenomenon is called a scientific theory. It is a misconception that theories turn into laws with enough research.

“In science, laws are a starting place,” said Peter Coppinger, an associate professor of biology and biomedical engineering at the Rose-Hulman Institute of Technology. “From there, scientists can then ask the questions, ‘Why and how?'”

Continue reading here.

Contro natura?

Lo Strano Anello

Come forse sapete se leggete il mio blog abitualmente, io ho un passato da simpatizzante della destra religiosa. Sì, è un passato moooolto passato; parliamo di quando andavo al liceo, una decina di anni fa. Ma vedete, gira voce che io sia un po’ più brillante della media, per cui a quei tempi, al livello intellettuale, potevo essere considerato un pericolo pubblico per il tipico sinistroide radical chic, dato che le mie argomentazioni erano estremamente riflettute e ben strutturate (almeno per quanto possa consentirlo il pessimo materiale di partenza).

Quello che mi è successo, però, è che, avendo uno stile di ragionamento da intellettuale di destra di una certa levatura già quando andavo a scuola, nel tempo sono andato ad approfondire sempre di più le mie stesse argomentazioni. Immaginate cosa è successo: via via che approfondisci ti convinci sempre di più che tu sei un ganzo che ha capito tutto…

View original post 2.027 altre parole

L’informazione non funziona

Questo post parla del fallimento del giornalismo nel 2016. Ma prima vi racconto un paio di storie sulla matematica e l’informatica. All’inizio degli anni Settanta studiavo alla Tulane University di New Orleans e mi stavo specializzando in matematica. Mi ricordo che una volta un professore si arrabbiò durante un lezione di matematica, una cosa di equazioni differenziali o analisi, probabilmente: «Si immagina che lo capiate se una dimostrazione è giusta». Gli studenti avevano consegnato un compito in cui dovevano dimostrare un qualche cosa di matematico, e tutti noi avevamo dato delle soluzioni che non funzionavano.

Qualche anno dopo mi successe una cosa simile mentre facevo il dottorato in informatica alla University of Wisconsin di Madison. Facevo l’assistente e tra le altre cose dovevo dare esempi di codici che gli studenti avrebbero usato nei loro compiti. Una volta, diedi un codice che conteneva un errore di sintassi. Non passava dal compilatore C, che lo respingeva e mostrava un messaggio del tipo «correggi questo errore e riprova». Una dottoranda che supervisionava il mio lavoro si arrabbiò, proprio come all’epoca aveva fatto il mio professore della Tulane. «Verifica quello che fai», mi disse. Ero imbarazzato, ma avevo capito il messaggio. Da allora, prima di dare un codice, lo inserisco nel sistema per assicurarmi che faccia le cose che penso debba fare. Ovviamente, in questo modo si scoprono molti errori.

Ok, e questo cosa c’entra col giornalismo?

Continua a leggere qui.

La ribellione contro la tirannia della Ragione

Hic Rhodus

In questi giorni immediatamente successivi alle presidenziali USA, siamo tutti stati sommersi da due ondate distinte e speculari di articoli, post, servizi e approfondimenti televisivi: una degli increduli e ribelli, di coloro che non si capacitano della scelta dell’elettorato americano, o che comunque la trovano inaccettabile; la seconda, di tutti coloro che sanno e ci dicono “ora vi spiego io perché”.

Io vorrei invece cogliere questo evento bene o male storico come sintomo di un fenomeno più ampio: la crescente impopolarità della razionalità. Delle difficoltà dell’approccio razionale applicato ai temi della politica e dell’analisi sociale ha già parlato tempo fa Bezzicante in un post dall’eloquente titolo Cartesio non abita più qui, quando ha osservato che la ragione cerca di applicare la logica a una società di persone, che non sono macchine logiche e non sono governabili con leggi deterministiche come atomi ed elettroni.

La situazione però è più seria: quello a…

View original post 985 altre parole