Fallacia di composizione e fallacia di divisione

Definizione da Wikipedia:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Classificazione_delle_fallacie

“Fallacia di composizione (fallacia compositionis): è il caso in cui si inferisce erroneamente la qualità complessiva di un oggetto sulla base della qualità delle sue componenti.”

“Fallacia della divisione (fallacia divisionis): è l’inverso della precedente. Si ha quando il tutto ha determinate caratteristiche e le stesse caratteristiche vengono attribuite alle parti che lo compongono.”

Non si tratta di due fallacie particolarmente comuni e non sono particolarmente insidiose, ma capita di sbatterci spesso il muso quando si affrontano specifiche categorie di cazzari. Ma andiamo per ordine.
Nel caso vi trovaste invischiati in una delle consuete dispute da bar, su quale sia il cibo o lo stile alimentare migliore, sarà capitato di udire, a volte, la seguente deduzione:

“Una pietanza è necessariamente sana se cucinata con ingredienti sani”;

oppure

“Una dieta basata su cibi sani è per forza sana.”

In entrambi i casi i ragionamenti, all’apparenza ovvi, sono inficiati da un’evidente fallacia di composizione. Al netto della difficoltà di dare una definizione chiara di cosa significhi ‘sano’, nel primo caso servirà evidenziare il fatto che, utilizzando ingredienti bio o dop è possibile preparare una buonissima Parmigiana (tutt’altro che ipocalorica e digeribile). Nel secondo caso basterà ricordare, invece, che in una dieta vegana (ad esempio), pasta e pizza son permesse, ma che nutrirsi tutti i giorni solo con questi due alimenti, pur preparati nel miglior modo possibile, sarebbe sicuramente da sconsigliare.
L’errore di queste persone è per l’appunto quello di attribuire una qualità, posseduta della singole parti, all’insieme derivante dalla loro unione.

Passando poi alla fallacia per divisione, sappiamo tutti bene che sul web sarà facile imbattersi in commenti di questo tipo:

“Dato che il cittadino x proviene da uno stato y in cui vige una feroce dittatura, necessariamente x avrà una netta preferenza per le dittature.”

Non serve molto sforzo per scovare le pecche di un simile ragionamento (in ogni paese, pure se retto da dittatura, esistono forme di dissenso) ed ovviamente la critica può essere estesa a qualunque inferenza che segua lo stesso percorso, indipendentemente dall’argomento trattato (partiti politici, fedi religiose ecc.).

Riconoscere l’esistenza di questo tipo di argomentazione errata non vuol dire però che sia SEMPRE impossibile inferire una proprietà dell’insieme da quelle delle componenti (e viceversa). L’errore, che genera la fallacia, sta tutto nell’avverbio ‘necessariamente’ che viene accostato a simili deduzioni. Effettuare perciò, simili passaggi a scatola chiusa, come si è visto, conduce a insensati vicoli ciechi, spesso provocati da un’incipiente ignoranza dell’argomento trattato, ma soprattutto derivanti dall’utilizzo di una logica farlocca.

P.S.: le fallacie di composizione/divisione non devono essere confuse con la ‘indebita generalizzazione’, che comunque tratteremo la prossima volta.

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