Generalizzazione indebita e generalizzazione statistica

Tratto da Wikipedia :

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Classificazione_delle_fallacie

Generalizzazione indebita: vi cadiamo quando traiamo una conclusione riguardante un’intera classe di oggetti a partire dalle informazioni su uno solo o su alcuni dei suoi componenti.
Esempio: Newton studiò la caduta di diversi oggetti e concluse che in nessuno dei casi osservati gli oggetti lasciati cadere cadevano verso l’alto. Quindi arrivò alla conclusione dell’esistenza della forza di gravità: quella forza che costringe tutti gli oggetti a cadere verso il basso. Successivamente e per mezzo di altri esperimenti e misurazioni, Newton scoprì che tutti gli oggetti cadevano a terra con un’accelerazione uniforme. Newton concluse che la stessa forza è valida anche per i corpi celesti.
Così facendo ha compiuto una “generalizzazione indebita”.

Generalizzazione statistica: è il ragionamento pseudo-induttivo che si basa su una campionatura mentre pretende di avere una conclusione generale.
Esempio: “Su un campione di 500 adolescenti italiani, l’80% naviga in internet per più di tre ore al giorno. Dunque l’80% degli adolescenti italiani naviga in internet per più di tre ore al giorno.”

Su queste due fallacie non c’è molto da aggiungere: sono frequentissime ma anche assai semplici da scovare. Per controbattere, la difficoltà può variare a seconda dell’argomento trattato: l’errore di Newton è sicuramente più complicato da smontare di una generalizzazione grossolana, quale per esempio, equiparare tutti gli italiani a dei mafiosi. Va da sé però che ci si imbattera’ assai più spesso nel secondo tipo di operazione che nel primo.
Più insidiosa la generalizzazione statistica in quanto richiede, a volte, un minimo di conoscenze di base, ma soprattutto una certa prudenza nell’accogliere numeri che, se non correttamente letti, possono fuorviare pesantemente. Un classico trucchetto utilizzato dai cazzari è proprio quello di utilizzare in maniera impropria il concetto di ‘rischio relativo’. Qui ne abbiamo un bell’esempio:

http://italiaxlascienza.it/main/2014/09/la-carne-causa-il-cancro/

Illustrazione: Pieter Bruegel (1563)

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