La falsa equivalenza

Sì tratta di una fallacia estremamente comune, una vera zanzara, di quelle però di cui è davvero complicato liberarsi. Perciò ci torneremo sopra a più riprese.

Tratto da Scientificast:

http://www.scientificast.it/2015/02/27/otto-fallacie-logiche-che-alimentano-le-tesi-antiscientifiche/

Nessuno mette in dubbio che sia importante tenere conto di punti di vista diversi quando si discute un argomento. Ma questo non significa che ogni singola prospettiva su un tema controverso meriti la stessa considerazione o che vi si debba dedicare lo stesso tempo di ascolto. Questo errore è conosciuto col nome di falsa equivalenza: si attesta una pari dignità logica tra due o più opinioni divergenti, quando tale parità non sussiste.

È un errore in cui si incorre spesso quando giornalisti e opinionisti provano ad offrire un dibattito “alla pari” tra un punto di vista scientifico ed uno negazionista (come nel caso del celebre dibattito tra Bill Nye e Ken Ham su evoluzionismo e creazionismo). Molto spesso la parte avversaria non dispone di vere prove, o presenta prove insufficienti o di dubbio valore. Il punto è proprio che non sempre le due parti di un dibattito sono in grado di offrire un uguale contributo in termini di qualità e di prove a supporto delle loro teorie; ma lo spettatore medio può avere difficoltà a rendersene conto.

[…]

Il blog “The Skeptical Raptor” spiega bene questo punto:

Si guardi una discussione sul cambiamento climatico antropogenico (cioè causato dall’uomo) trasmessa da uno qualsiasi fra i principali organi di informazione. Vi verranno mostrati uno scienziato che, parlando da uno schermo, cerca di esporre dati in modo ponderato. Tipicamente è una persona che non si trova a suo agio con i “dibattiti” pubblici, e dovrà confrontarsi con un avversario fotogenico, magari uno scienziato (in un ambito però completamente diverso dalla climatologia), che si serve di deduzioni logiche fallaci e manipola i dati con disinvoltura per sostenere le sue conclusioni. È così che lo spettatore si convince che gli scienziati sono divisi a metà tra chi afferma e chi nega il cambiamento climatico antropogenico. Tuttavia, le vere cifre parlano di 97 scienziati su 100 che sostengono il cambiamento climatico antropogenico e solo 2-3 che lo contestano, almeno secondo una rivista scientifica seria e autorevole come i Proceedings of the National Academy of Science.

I negazionisti/scettici della scienza, sempre secondo The Skeptical Raptor, tentano di creare la falsa equivalenza con vari metodi, tra cui la pretesa di considerare la scienza una democrazia (cosa che non è), gli appelli alle autorità, le teorie del complotto e la creazione di controversie inesistenti.

Per ulteriori approfondimenti può essere interessante anche questo articolo postato su Medbunker:

http://medbunker.blogspot.it/2015/06/il-falso-fattore-dellequilibrio-nella.html?showComment=1442747020921&m=1#c4831915143510044246

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