Falso dilemma (sei con me o contro di me? Oppure?)

Tratto da ‘Come avere sempre ragione’, di Madsen Pirie [1]:
Del tutto a prescindere dall’uso improprio del termine dilemma per descrivere una scelta difficile, il vocabolo serve a definire anche unragionamento intricato. In un dilemma, ci vengono esposte le conseguenze di due differenti azioni, e ci viene detto che dovendo noi scegliere di compierne solo una, dobbiamo accettarne la rispettiva conseguenza. Una madre greca così si rivolgeva al figlio che meditava di intraprendere la carriera politica:

<<Non farlo. Se dirai la verità gli uomini ti odieranno, e se mentirai ti odieranno gli dei. E poiché dovrai dire sia verità che menzogne, dovrai essere odiato tanto dagli uomini quanto dagli dei.>>

Il dilemma, di suo, è una forma valida di argomentazione. Se le conseguenze descritte sono vere, e se c’è davvero una scelta netta tra le due, praticamente l’una o l’altra delle conseguenze dovrà derivarne inevitabilmente. Molto spesso, tuttavia, l’informazione data non è corretta, e la scelta non è così limitata come si vuol far credere. In questi casi il dilemma è ‘falso’. Il falso dilemma è la fallacia che consiste nel mostrare, intenzionalmente o per errore, un dilemma dove non ve ne è alcuno.
Nell’esempio appena riportato, il figlio potrebbe replicare in parecchi modi. Può osservare che il dilemma è falso negando che ne conseguono gli effetti annunciati (per così dire, afferrare il dilemma per le corna). O può semplicemente negare che gli uomini lo odieranno se dice la verità: al contrario, potrà vantarsi del fatto che gli tributeranno rispetto proprio per questo. Gli enunciati alternativi, a proposito delle conseguenze, possono essere definiti congiuntivi, ed è sufficiente dimostrare che uno o tutti sono falsi, per poter etichettare il dilemma come falso. Un’altra opzione potrebbe essere quella di dimostrare che la scelta è falsa. Così si va dritti a spararetra le corna del dilemma, ossia si dimostra che sono disponibili ulteriori scelte a quelle presentate. Invece di limitarsi a dire il vero o a mentire, il figlio potrebbe essere sincero in qualche occasione e mendace in qualche altra.
O potrebbe esprimersi per enunciati che contengono elementi sia di verità che di menzogna. Il dilemma si dimostra falso quando la scelta davanti a cui ci pone, definibile come disgiuntiva, non esaurisce lo spettro del possibile. Una terza strada per affrontare il dilemma è respingerlo. Tecnica elegante, che richiede che a partire dagli stessi elementi che compongono il dilemma si fabbrichi una bestia altrettanto feroce da lanciargli addosso in direzione contraria. Nell’esempio fatto sopra, il giovane risponde:

<<È ciò che farò, madre: perché se mentirò gli uomini mi ameranno, e se sarò sincero saranno gli dei ad apprezzarlo. Dovendo dire sia il vero che il falso, mi ameranno entrambi: dei e uomini.>>

Note:

[1] Madsen Pirie, ‘Come avere sempre ragione’, TEA editore 2013, pp. 41-43.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...