L’argomento della scatola nera

Uno dei concetti più esotici espressi dalla scuola comportamentista[1] è stato sicuramente quello che paragona la mente ad una ‘black box’, di cui riporto una breve descrizione:

“[…] La mente viene quindi considerata una sorta di black box, una scatola nera il cui funzionamento interno è inconoscibile e, per certi aspetti, irrilevante: quello che importa veramente per i comportamentisti è giungere ad un’approfondita comprensione empirica e sperimentale delle relazioni tra certi tipi di stimoli e certi tipi di risposte comportamentali.” [2]

Ciò sta ad indicare che per un comportamentista lo studio della mente risulta ininfluente, pur essendo la stessa causa dei comportamenti che vorrebbero indagare. In tal caso si rinuncia ad indagare l’elemento principale per concentrarsi invece sugli effetti secondari.

Mi rendo conto che quella sopra possa sembrare un’oscena semplificazione, ma non è questa la sede per sviscerare ulteriormente tale concetto; bensì ci tornerà utile per poter meglio descrivere un classico argomento dei cultori delle pseudoscienze.
Com’è ormai mia consuetudine, per introdurre più efficacemente il discorso, partirò direttamente da alcuni esempi.

▪ (a) Il sostenitore dell’omeopatia fonda la concretezza e razionalità del metodo sul concetto di ‘memoria dell’acqua’;

▪ (b) Chi contrasta la SA ritiene che debba essere rimpiazzata da ‘metodologie alternative”;

▪ (c) L’agopuntura funziona attraverso la stimolazione di ‘punti energetici’ .

E potremmo andar avanti così a lungo. Cosa hanno in comune i concetti espressi da (a), (b) e (c), pur nella loro diversità?
Senza perdersi troppo in dettagli possiamo tranquillamente asserire che si tratta di concetti opachi, privi di un contenuto definito, più efficaci per il suono prodotto dalle parole utilizzate che per il senso delle stesse.
Quando si affronta una conversazione con un animalista, un complottista o un sostenitore di una pseudoscienza, immancabilmente sopraggiunge prima o poi il momento della ‘scatola nera’.
Allo stesso modo dei comportamentisti cioè, che ponevano l’esistenza di una mente che influisce sul comportamento, ignorando nel contempo quale fosse il suo reale funzionamento, egli finirà per sostenere un qualche nucleo teorico oscuro.

Ebbene, utilizzare ad esempio la locuzione ‘memoria dell’acqua’ vuol dire affermare come vera (nel senso di ‘provata’) una definizione che di per sé non ha alcun valore oggettivo, e non solo in senso scientifico.
In effetti, provando a confrontare varie conversazioni a tema omeopatia, si noterà che il concetto di “memoria dell’acqua’ viene connotato perlopiù in maniera eterogenea: qualcuno parlerà di vibrazioni, qualcuno di meccanica quantistica, altri dei famosi clusterecc.
Se dovessi parlare dell’acqua, descrivendo la sua composizione chimica, potrei utilizzare il concetto di ‘molecola’ in maniera coerente: per questo termine esiste in effetti un background di conoscenze acquisite che ne rendono chiaro e determinato il significato. Potrò perciò riferirmi alle proprietà molecolari dell’acqua, pur non essendo un chimico, perché dietro c’è tutto un sistema coerente di conoscenze che mi permette di non prendere clamorosi abbagli.
Chi sostiene l’omeopatia basandosi sulla “memoria dell’acqua’ perciò, non fa altro che poggiare tutta l’architettura della sua credenza su di una scatola nera (in questo caso vuota).

Aldilà del caso specifico (il discorso è applicabile ad altre svariate fesserie), come sempre, è lo schema del ragionamento ad essere fragile: se proviamo a paragonare una qualunque teoria ad un edificio, risulterà ovvio che non è intelligente costruire se non sopra solide fondamenta. Se il nucleo della mia teoria risulta essere non ben definito o peggio, privo di senso, tutti i corollari che ne deriveranno saran necessariamente falsi. Nel caso dell’omeopatia perciò, non serve discorrere di molto altro se già il fondamento della teoria risulta inconsistente.

N.B.: L’apparente accostamento metodologico tra comportamentismo e omeopatia è ovviamente del tutto accidentale, ed ogni riferimento approssimativo alla celebre scuola di psicologia è stato fatto unicamente in funzione della comprensione del discorso.

Note:

[1] http://teoriedellacomunicazione.50webs.com/Home.html

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