L’argomento d’autorità: la fallacia ad verecundiam

“L’argomento d’autorità consiste nell’invocare la conoscenza di un esperto, o la posizione da esso sostenuta, come prova della verità, probabilità o plausibilità di una data proposizione. Molte delle conoscenze in nostro possesso sono accettate sulla base dell’autorità: le leggi che governano l’Universo, le leggi che regolano la vita e anche le diagnosi effettuate dal nostro medico sono in genere accolte senza alcuna verifica. Tutto ciò non è però disdicevole. In un’epoca dalla forte specializzazione come la nostra è inevitabile rivolgersi all’esperto per colmare le lacune nei campi disciplinari in cui siamo meno competenti. Tuttavia, la plausibilità di certi appelli alla fonte autorevole non deve distoglierci dalla valutazione dei suoi impieghi per evitarne usi inappropriati, da parte nostra o di altri. Uno di questi è l’appello improprio all’autorità.

L’appello improprio all’autorità consiste nel presentare come vera la propria posizione poiché patrocinata da un esperto, che, ad attente analisi, tanto esperto risulta non essere. Si tratta di un espediente tra i più comuni per invertire l’onere della prova e annullare il discorso dell’avversario facendo apparire come acquisite le proposizioni da provare.

[…] L’appello improprio all’autorità è considerato da molti studiosi una fallacia. Tuttavia alcuni tra i più importanti teorici dell’argomentazione ritengono che questo ragionamento in realtà sia solo non valido da un punto di vista logico o contenutisticamente debole: l’impiego fallace dell’autorità non si avrebbe quando mancano alcune premesse del ragionamento o quando alcune di esse sono false o poco probabili. L’impiego fallace di quest’argomento avverrebbe invece quando l’autorità è impiegata per forzare la discussione critica a una prematura chiusura. È la fallacia ad verecundiam la cui denominazione si deve al filosofo John Locke.

L’argomentum ad verecundiam è un appello dogmatico all’autorità finalizzato a censurare come impudente chiunque contrasti l’autorità citata, esponendolo al biasimo e alla riprovazione. Esso non solo protegge dalla presentazione delle prove ma quando viene proposto come l’ultima parola sulla questione, e come argomento indiscutibile, avrebbe anche l’effetto sgradevole di bloccare la discussione critica.”

Per l’articolo completo :

https://www.cicap.org/new/stampa.php?id=274550

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