L’apprendimento sociale migliora le abilità cognitive negli oranghi

Secondo l’ipotesi dell’intelligenza culturale, quando all’interno di una specie vi sono molte occasioni di apprendimento tramite le interazioni sociali, l’accumulo di queste esperienze facilita lo sviluppo di capacità di apprendimento individuale e di problem solving nei singoli appartenenti a quella specie. A sua volta, questo amplia il pool di competenze all’interno di una popolazione, fornendo così agli individui maggiori possibilità di apprendimento, e così via in un circolo vizioso.

Questa ipotesi è supportata da osservazioni condotte sia sugli umani, sia su altri primati, ma resta da indagare a fondo la sua dimensione evolutiva; in altre parole, bisogna verificare che la presenza di relazioni sociali intense all’interno delle popolazioni di una specie sia correlata con l’esistenza di meccanismi che selezionano come più adatti gli individui che si distinguono per le loro abilità cognitive (siano esse più variegate, più complesse o più precoci). Questo, sul lungo periodo, porterebbe in generale ad aumentare le prestazioni cognitive innate negli individui di una specie, insieme alle dimensioni del loro cervello e alla loro tendenza all’esplorazione di situazioni innovative.

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