Lo spumante, le carte di Wason e il problema della falsificabilità scientifica

Ispirati da un articolo di Dario Bressanini che trovate negli approfondimenti, oggi vi raccontiamo una spigolatura che però, nonostante la sua trivialità, è davvero molto importante. Seguiteci nel ragionamento.

Leggenda vuole che un cucchiaino da caffè inserito in una bottiglia di spumante (o altri alcolici) ne mantenga l’effervescenza.

Sembra interessante. Secondo voi è vero?

Beh, magari a tutti sarà capitato di provare a metterlo nel collo di una bottiglia e successivamente degustare notando un certo brio di bollicine sul palato.
Sicuramente interrogando numerosi camerieri e alberghieri a riguardo, molti risponderanno che sì, è vero.

Ma l’aneddotica, come ben sappiamo, non è scientificamente rigorosa.

Parlando per impressioni personali, si potrebbe erroneamente pensare che è il Sole a girare attorno alla Terra o che bere ruhm riscaldi il corpo. Il metodo scientifico esige condizioni controllate, assenza di fattori fuorvianti e misurazioni precise.
Inoltre, gustare l’effervescenza è soggettivo, non si può semplicemente prendere il parere di una persona, o si utilizza un macchinario oggettivo o si riporta il parere di molte persone.

Ci vuole una verifica sperimentale!

Continua a leggere su Italiaxlascienza.

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