Il Galateo della discussione: un codice di condotta

Grazie agli interventi di studenti, lettori e commentatori, nelle due ultime settimane abbiamo elaborato una prima bozza, un primo canovaccio, delle regole della discussione “cortese”, che non è però quella in cui si è già d’accordo in partenza, bensì quella in cui, benché sia presente una divergenza di opinioni,  gli interlocutori, invece di farsi la guerra, accettano regole condivise per tentare di risolverla. Questo è il loro obiettivo, anche se non necessariamente lo raggiungeranno: le posizioni potranno restare distanti, ma si saranno certamente chiarite, forse rafforzate o forse invece, indebolite. Sicuramente però, se gli interlocutori avranno rispettato le regole, non avranno commesso violazioni irreparabili o infranto divieti, alla fine, col tempo, si saranno forse anche trasformati, incarnando un metodo diverso da quello della retorica della prevaricazione e dell’ideologia (per una definizione di ideologia vedi qui).

Al centro della discussione troviamo l’argomentazione: un’attività verbale e sociale che mira a convincere un interlocutore ragionevole che la propria posizione (o “tesi”) su un determinato argomento sia accettabile. Ovviamente, per sostenere una tesi (o per confutarla, negarne la validità o l’accettabilità) occorre fornire delle prove, dare delle motivazioni, altrimenti restiamo nell’ambito delle opinioni private. Chiaramente, per questa attività ci vogliono regole condivise.

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